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Grazie a…

Fatta la dovuta presentazione dovrei, ora, cominciare a raccontarvi qualcosa dei miei viaggi.

Sicuro della vostra comprensione sfrutterò, invece, questo spazio per ringraziare tutte quelle persone che in qualche modo hanno contribuito e non poco a tutto questo! Come? Insegnandomi ad “amare” le moto e ad “andare” in moto, nel vero senso della parola! È il minimo che possa fare, un piccolo segno della mia riconoscenza!

Il mio primo ringraziamento è per zio Fabio, colui che sin da piccolo mi ha avvicinato al mondo delle due ruote. Al tempo correva nel campionato italiano con una mitica Ducati 888 evo. Un ducatista d’eccellenza, senza il quale non mi sarebbe mai balenato per l’anticamera del cervello di poter lavorare in un’officina Ducati.

My uncle Fabio riding on a Ducati 888 Evo

La seconda persona che voglio ringraziare è Massimiliano. È lui che assunse in officina un “moccioso” che impazziva dalla voglia di trafficare tra motori e telai nel doposcuola. Un ragazzo splendido, conosciuto nel momento in cui, nonostante l’indubbio talento, aveva messo da parte i sogni da pilota professionista. Era stato compagno di squadra di Gianfranco Guareschi, con la Suzuki Gsx-r 600, quando quest’ultimo vinse, nel 2000, il Campionato Italiano con il Team 2000 Racing.

Unforgotten Massimiliano

Lavorare con lui e per Ducati, fu un’esperienza che cambiò la mia vita. Fu in quel periodo, infatti, che decisi che sarei stato motociclista per il resto della mia vita e ducatista nel cuore (era il periodo 996/998 la moto più bella e vincente al mondo). Non smetterò mai di ringraziare Massimiliano per avermi dato questa possibilità. Purtroppo non posso più farlo di persona. Forse è anche per questo che faccio di tutto per passare il tempo in moto. Mi piace pensare che sia anche un modo per ricordarlo e continuare a ringraziarlo come lui avrebbe voluto.

Working for Ducati Rome

Non posso, inoltre, dimenticare di parlare del mio Gruppo di amici della “Scorribanda domenicale”. Le persone si sa, si conoscono per caso. Fu proprio in una delle prime uscite domenicali con la mia nuova Yamaha R1 che ebbi l’opportunità di conoscere Massimo (detto Capitano). Quel giorno era ospite del gruppo a cui mi ero aggregato. Desideroso di capire chi seguire per imparare ad andare in motocicletta come si deve, intuii subito che il Capitano sarebbe stato il mio punto di riferimento. Capii altrettanto velocemente perché si era meritato questo soprannome: era il più forte e il più esperto e in quanto tale “comandava” il gruppone di moto. Ne era, appunto, il Capitano. Ricordo ancora quel colloquio, alla fine di una faticosissima giornata, passata ad inseguirlo: “Ti impegni e non vai neanche tanto male. Domenica prossima vieni con me”. Lo feci. Risultato? Per due anni ho tenuto una media di 500km a domenica. Che esperienze ragazzi! “Grazie Capitano” e grazie a tutto il resto del gruppo, oggi, anche, veri amici. Grazie a Lillo, Daniele, Andrea, Gaia, Gaetano, Pasquale, Tony. Tanti km ci aspettano ancora…

Mr. Captain

Ultimo, in ordine cronologico, ma non di minore importanza, è Tommaso. Avvocato di professione, amico di vecchia data e GieSsista. Con lui ho condiviso tante avventure. Una persona ricca di esperienze e cultura, uno che bisogna conoscere bene e saper prendere nella maniera giusta, per scoprire quel tanto di buono che si porta dentro, a dispetto del suo modo di fare da “orso” che ama stare da solo e non socializzare con nessuno. Un burberaccio scordarello e restio a fare tutto quanto sappia di “manovalanza tecnica”. E cosi meno male che ci sono io nei nostri viaggi: almeno uno di noi sa dove mettere le mani in caso di emergenza. E forse sarà proprio perché siamo così diversi che non posso più fare a meno delle nostre chiacchierate di fine giornata, dei nostri a volte aspri confronti sull’universo mondo davanti a una birra gelata (una è la mia, le sue per la verità sono molte di più), di quelle discussioni in cui spesso mi ritrovo ad affrontare, ironia della sorte, quelle stesse inquietudini esistenziali da cui “scappo” quando parto per un viaggio in moto.

Chi di noi non ha avuto figure di questo tipo? Sono convinto che, con il passare degli anni, molti inconsciamente se ne dimenticano, ma è grazie a loro se oggi siamo a cavallo della nostra passione!