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Chi sono

Già…chi sono io?! Banale rispondere con nome e cognome!

Vi guiderò lungo la mia personale storia motociclistica, dalla fine! Nel recente passato, nel pieno di una crisi interiore che forse alcuni di voi avranno sperimentato, decisi di “evadere” affidandomi all’unica costante della mia vita, in grado di tirarmi su in qualsiasi momento: la mia moto. Così dopo anni passati a fare bellissime scorribande domenicali da 500km e giornate in pista con il mio gruppo di amici decisi di prendere la mia Yamaha R1, rigorosamente modificata, fare armi e bagagli e partire.

Me and my R1

Per dove? Non l’avevo pianificato e, a dire il vero, nemmeno mi interessava, non un albergo prenotato, non una metà prefissata. Al mio ritorno avevo fatto in 15 giorni, 3000km, tutti in Trentino (regione a cui sono legato per bellezza e parentela, e nella quale, andrò a vivere molto presto), tutti fatti di curve…e che curve! Tornai divertito, rilassato e soprattutto riflessivo. Fu proprio il significato di questa parola che mi spinse, negli anni a venire, a cambiare a malincuore la mia amata giapponesona, ma non il mio stile di guida, a favore di una più consona e tradizionale Bmw da viaggio.

Me and my BMW

Avevo appena scoperto che il viaggio in moto non era solo un non convenzionale metodo per andare da un punto A a un punto B e soprattutto che la cosa più importante non era far gara a chi arriva più lontano. Il vero scopo è fare un viaggio con se stessi, alla scoperta di se stessi, non importa quale sia la meta. Probabilmente una meta non ci sarai mai, ci sarà sempre qualcosa di nuovo da vedere, qualcosa di nuovo da raggiungere. Ed è anche grazie alla innumerevoli chiacchierate e discussioni con il mio amico Tommaso, il compagno d’avventura con la C maiuscola, che negli anni posso dire di aver visto la differenza tra l’Alessandro di qualche anno fa e quello di oggi. E cosi via, dal Portogallo alla Turchia, passando un po’ dappertutto, senza dimenticare le nostre Alpi e il nostro Appennino. La cosa più bella è che avendo 28 anni, tanta strada mi aspetta ancora. Trascorrere 8 ore al giorno con la testa dentro un casco, isolato dal mondo, è una cosa molto più profonda di quanto tanta gente può pensare. Il mondo è bello perché è vario, ma a volte faremmo volentieri a meno di alcune persone intorno a noi, le stesse che al mio ritorno, ogni anno, “Che senso ha fare un viaggio di quel genere? Tutta quella fatica…una vacanza è una vacanza! Perche non sei venuto con noi a Ibiza?”. Cari amici….andate pure, andate a Ibiza che io sto molto meglio così. Questa vita servirà pur a qualcosa in fondo….
Detto questo, ho deciso di creare questo blog non solo per le persone che la pensano come me, ma anche per condividere con chi lo vorrà, la mia visione del viaggio in moto e, perché no, anche per cercare nuovi compagni di avventure, virtuali e reali.

Alessandro